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martedì 8 marzo 2011

Il Grinta

Un'adulta Mattie Ross racconta in un lungo flashback la propria storia partendo dai suoi quattordici anni, quando un'insaziabile voglia di vendetta l'ha portata a vendicare la morte del padre. Per tal motivo assolda l'esperto Rooster Cogburn, detto "Il grinta", che dopo molte resistenze si metterà sulle tracce dell'assassino in compagnia della giovane ragazza. Ben presto, loro malgrado, si unirà anche il texas ranger La Boeuf(Matt Demon), molto interessato alla ricompensa per la cattura del bandito.
Remake del film con John Wayne del 1969, che valse all'attore il suo unico Oscar, "Il grinta" è il più classico dei western, genere che in passato i fratelli Cohen avevano solo sfiorato cimentandosi in "Non è un paese per vecchi", utilizzando un ironico e disilluso Tommy Lee Jones nella parte dello sceriffo anziano impegnato a rincorrere un efferato killer. Il parallelismo con "Il grinta" interpretato da Jeff Bridges appare quindi istantaneo, ma se in "Non è un paese per vecchi" i Cohen spiazzarono per la rielaborazione del genere trattato in questo caso invece la trama risulta sin troppo lineare, la vendetta è il tema centrale e la rincorsa verso di essa è diretta ed inesorabile. Il risultato è un atteggiamento sin troppo ossequioso nei confronti del genere, pochi i momenti di vera tensione e le scene da guardare e riguardare. Il film è in ogni caso piacevole all'occhio, rimangono ottime le interpretazioni degli attori, su tutti Jeff Brigdes che ha il giusto fisico e faccia per interpretare la parte dello scorbutico vice sceriffo ubriacone dall'animo tenero nei confronti della giovane protagonista, interpretata a sua volta con molto carattere da Hailee Steinfeld, molto profonda la scena nella quale rifiuta di baciare il padre defunto. Il rimanente cast, seppur composto da facce famose, quali il texas ranger Matt Demon, ed i banditi Josh Brolin e Barry Pepper, appare sottoutilizzato e del tutto marginale nella storia. In definitiva sono venuti a mancare i "pezzi forti" della stile Cohen, ovvero l'originale utilizzazione del genere trattato e la valorizzazione dei personaggi. Una prova a metà, bella nella forma ma veramente poco incisiva. Ciò sembra poi legittimato(a mio avviso erroneamente) dal clamoroso flop nella serata più glamour del cinema mondiale, infatti su ben 10 nomination agli Oscar nessuno è stato vinto.
Un motivo in più per ripartire e tornare a stupire.

Il link streaming:


Scheda Film

Regia: Joel & Ethan Coen
Anno e Nazione: 2010, USA

Adieu

giovedì 17 giugno 2010

Survival of the Dead

Come promesso ho trovato e visto il sesto capitolo della saga dei living deads, mai uscito in Italia e reperibile solo con sottotitoli, insomma un vero peccato!
Survival of the dead si sviluppa come spin off del capitolo precedente(recensito qui sotto..), tanto che tra i protagonisti troviamo i militari che nel Diary derubano il gruppo di studenti, e che per sfuggire ai morti viventi finiscono su un'isola, Slaughter Island, a largo della Pennsylvania, dove due famiglie rivali, Muldoon ed O'Flynn, si contendono il potere. E' possibile e lecito tenere in vita i morti viventi? Questo è quello che sostengono i Muldoon, che per non perdere contatto con i propri cari preferiscono tenere gli zombie incatenati ma "vivi", dall'altra gli O'Flynn ritengono necessaria l'eliminazione di tutti i non morti. Il capo di quest'ultima fazione verrà cacciato dall'isola e vi ritornerà con l'appoggio dei militari.
Leggendo altre recensioni ho trovato interessante l'aspetto da western che si ritrova in questo film, in effetti gli elementi non mancano, l'isola riporta ad un tempo e società dove la tecnologia non è arrivata, si va in giro con i cavalli, si usano vecchie armi e si portano i classici cappelli da cowboy. Io spingerei la lancetta del tempo, se possibile, ancora più indietro: le famiglie che si fronteggiano ricordano le fazioni in lotta per il controllo di una polis greca, o i clan della romanità. Il vecchio capo degli O'Flynn, che alla testa di un piccolo esercito torna per riprendere il proprio territorio ,ne è un esempio. E credo, per quanto spinto possa essere tale parallelismo, che l'intento di Romero fosse questo, ovvero mostrare l'umanità contemporanea nuda e cruda, di fronte a tale catastrofe, che si ritrova a fare i conti con concetti e valori che nella contemporaneità sono del tutto assodati. Ancora una volta quindi Romero sottopone gli esseri umani ad "esami di umanità", vuole vedere se in un ipotetico stato di natura l'uomo è ancora homo homini lupus, l'esito penso che si possa capire, stiamo parlando di Romero no?

"Nella mia visione della guerra una persona pianta una bandiera, e poi un altro toglie la bandiera e mette la propria. Alla fine nessuno ricorda perchè è iniziata la guerra e si combatte solo per quelle stupide bandiere.."


Scheda Film

Anno e Nazione: 2009, USA

Adieu